The Promised Neverland: tre motivi per vederlo

Chi ha già letto qualche mio articolo sa che non sono un appassionato di Anime, ma ce ne sono alcuni, come The Promised Neverland, che mi coinvolgono particolarmente. Poche cose sono belle come l’amore di una mamma per i propri figli, soprattutto di una madre come Isabella, dolce e amorevole come nessuna. Nonostante si trovino in un orfanotrofio, i bambini – specialmente i più piccoli – vivono una vita felice aspettando che arrivi qualcuno disposto a portarli nella propria casa. Alcuni tra i più grandi, però, iniziano a porsi delle domande: “perchè nessuno dei bambini adottati ci ha mai scritto una lettera? Vivranno una vita felice?”.

Con questo articolo ti dirò almeno tre motivi per guardare The Promised Neverland.

1) La trama

Una trama davvero convincente, interessante. Fra misteri e colpi di scena, i protagonisti Emma,Norman e Ray vanno incontro ad una crescita continua. Ogni evento fa acquisire ai tre ragazzi maggiore consapevolezza di ciò che ruota intorno a loro. L’evento che più di tutti rompe gli equilibri dell’orfanotrofio è senza dubbio la scoperta del vero ruolo di Isabella. In un attimo, infatti, l’amorevole “mamma” diventa la malvagia collaboratrice dei demoni “mangia-bambini”.

2) La regia e l’atmosfera

Un altro dei motivi per cui guardare The Promised Neverland è l’atmosfera. Geniale il fatto che cambi in base alle esperienze che vivono i bambini. Prima che Emma e Norman scoprissero la verità, infatti, i colori sono molto vivaci, le luci quasi sempre accese; mentre da quando scoprono la verità molte scene sono ambientate di sera, o in stanze buie, con luci soffuse.

Il trailer di “The Promised Neverland”

La regia, duramente criticata da alcuni, è secondo me è un grande valore aggiunto in questo anime. Il movimento della visuale che segue il dondolare del pendolo, ad esempio, lo trovo davvero azzeccato. I dialoghi sono perlopiù scritti bene.

3) La libertà di interpretazione

Ed eccoci arrivati al pezzo forte. Il motivo per cui consiglio The Promised Neverland – e probabilmente basterebbe solo questo per consigliarlo – è la liberta di interpretazione che offre allo spettatore. Questo però è valido solo per chi NON ha letto anche il manga, che spiega un po’ di più alcune cose, quindi lascia meno dubbi; io comunque la vedo come una strategia e non come una mancanza. A partire dal titolo, in italiano “l’isola che non c’è, promessa”. Promessa e forse mai raggiunta, se con “isola” intendiamo l’orfanotrofio, quel luogo che, triste per natura, in realtà è stato un luogo pieno di gioia. E i demoni? Chi sono i demoni? Io, nella mia visione un po’ caotica dell’anime, ho visto i demoni come la triste e monotona società che strappa i bambini da un mondo di grandi aspettative. Senza dubbio non è la spiegazione più corretta – ne ho altre -, ma è stata la prima cosa che ho pensato, la più spontanea.