Laurearsi nel 2022 ha ancora senso?

Credo sia una delle domande che tormenta ogni giovane che si ritrova in quinta superiore a prendere una decisione importante. La maggior parte degli studenti punta a fare l’università, molti per obbligo dei genitori, altri perché non hanno voglia di andare a lavorare. Questo è sicuramente uno dei motivi per cui la percentuale di laureati è così bassa in Italia. Aggiungiamo anche il fatto che, nel nostro Paese, la differenza degli stipendi tra laureati e non, a parte per alcuni lavori, non vale la candela. Quindi mi domando: ha senso iscriversi all’università nel 2022?

Università nel 2022

Università nel 2022, considerazioni

Ne vale SEMPRE la pena. Al di là dei lavori in cui è obbligatorio averla proprio per poter esercitare (dottori, avvocati ecc.), prendere una laurea ha super senso sempre. Ti offre un bagaglio culturale tale da affrontare la vita e le sue criticità in modo diverso. Ti aiuta ad organizzarti le ore di studio e di tempo libero, in molti casi ti insegna a fare una lavatrice e a stare a 500 km da casa. L’università è un ottimo modo per assaggiare un po’ di vita vera. Purtroppo, però, è reale anche l’altro lato della medaglia: il sistema scolastico italiano è penoso, le lauree, anche alla lunga, pagano poco e spesso non sono ciò che ci aspettavamo (vedi dati Almalaurea)

Consigli che vorrei mi avessero dato

Più ci penso, più vorrei tornare ai miei 19 anni con la testa di ora. La scelta migliore per me sarebbe stata “riposare” la testa un anno, lavorare per mettermi via un po’ di soldi e scegliere con calma se e che percorso universitario intraprendere. Invece  viviamo in una società dove ti senti sempre in estremo ritardo su tutto, sensazione che mi ha portato ad essere frettoloso e impreciso. Ho cambiato percorso di laurea due volte, la prima volta perché ho scelto una cosa che mi faceva schifo solo per accontentare i miei genitori, la seconda volta perché avevo troppa fretta di uscire dal primo percorso. Insomma, direi che sono una brutta persona, anzi pessima, e sono anche recidivo. Dopo 3 anni di studio e lavoro (più lavoro che studio) ancora non ho una laurea e ancora non sono convinto del mio percorso. Motivo per cui ho deciso di prendermi del tempo e riflettere.

Modus operandi

Ho 24 anni, sono manager per un famoso brand nel settore moda, fra qualche settimana andrò a vivere da solo a 200 km da casa e mi sento comunque in ritardo sul percorso. Mi guardo intorno e vedo laureati con lavoro e figli. Ho deciso di non farmi influenzare da ciò che mi sta intorno, ma di seguire la mia strada. Io una laurea la voglio prendere, devo solo decidere quale.  Ho deciso di cambiare modus operandi: mi sono seduto davanti al computer, ho aperto Excel e mi sono scritto TUTTO ciò che vorrei fosse il mio percorso universitario. Dopo essermi fatto un’idea, ho riempito ogni cella con un un corso triennale che rispecchiasse per almeno il 60% i miei interessi, i miei pensieri.

Il cambiamento reale c’è stato quando ho smesso di pensare a “quale laurea prendere per fare un lavoro che mi garantisse x stipendio”. Oggi penso solamente a “quale laurea potrebbe arricchirmi come persona e donarmi delle conoscenze che vorrei effettivamente avere. Dopo un paio di giorni ho scritto due nomi. Mi sono dato un paio di giorni per decidere. La conclusione di questo articolo? Beh, ci vediamo fra tre anni!