La Stanza – un diamante grezzo tutto Italia e amore

Premetto che sarà difficile riuscire a scindere oggettività e soggettività in questo articolo. Il motivo è semplice: La Stanza diretto da Stefano Lodovichi è un film che ha alcuni problemi, ma è un’opera che mi ha ricordato perché amo così tanto il mondo del cinema. Farò un’analisi priva di spoiler, ma mettendo a nudo il film in ogni sua componente. Iniziamo con qualche nozione sul film.

Come nasce La Stanza?

Come sto facendo sempre più frequentemente, mi sono buttato sul film senza aver visto trailers o letto articoli. Ho aperto Prime Video, che detiene l’esclusiva, e ho avviato il film. A mia disposizione avevo solo un’informazione, ottenuta per caso da uno stramaledetto post di Instagram: La Stanza sarebbe dovuto essere un documentario. – Come puoi passare da un documentario ad un film thriller/drammatico? -. Ammetto che il primo pensiero è stato questo. Il regista Stefano Lodovichi ha spiegato che durante il primo lock-down stava lavorando ad un documentario sugli hikikomori. Hikikomori è un termine giapponese che fa riferimento alle persone che decidono di chiudersi nella loro stanza senza più uscirne per alcun motivo. Con l’avanzare della scrittura dell’opera, il regista toscano ha deciso di creare una storia inventata per provare a spiegare quali fenomeni sociali potrebbero portare ad un comportamento di questo tipo. Ecco spiegata la scelta di cambiare drasticamente la formula in corso d’opera. L’idea di girare tutto film all’interno della casa rende bene il concetto di isolamento e delle mura che, in qualche modo, ti stritolano. Sì, anche attraverso uno schermo.

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Un particolare del film – Guido Caprino, protagonista di “La Stanza”

Cura e Amore

Ho utilizzato il maiuscolo perché non parlo di due concetti banali, ma di un qualcosa di più. Quel qualcosa in più che mai avrei pensato di vedere in un film italiano. Il responsabile di tutto questo è Guido Caprino. L’attore siciliano che ha recitato come “Marco Bello” in I Medici al fianco di Richard Madden è l’indiscusso protagonista de La Stanza. Di fatto, regge il film da solo. Tutto il resto è superfluo. Una cura maniacale nelle espressioni facciali e nella mimica, un amore smisurato verso il lavoro di attore e un grande talento che aveva solo bisogno del giusto progetto per confermarsi. Caprino è riuscito a farmi entrare dentro la storia nonostante tutti i problemi di sceneggiatura del film, che ci sono e sono palesi. La prestazione dell’attore siciliano non ha mascherato i problemi di quest’opera, li ha solo resi molto meno importanti. Non sono di certo un professionista del mondo cinematografico, ma se un attore riesce a fare questo forse è arrivato il momento di dargli la considerazione che merita.

Il piccolo grande problema de La Stanza

Spiegare questo concetto senza incappare in spoiler sarà molto complicato, quindi dovrò essere superficiale e poco esaustivo sull’argomento. La trama è molto, molto bella. In alcune situazioni, però, si ha la netta sensazione che qualcosa all’interno della scena appena vista “non funzioni”.

I personaggi propongono delle spiegazioni su ciò che sta succedendo, ma quello che si vede effettivamente a schermo non solo non rafforza il concetto appena esposto, ma tende ad andare proprio dalla parte opposta. Mi rendo conto che non sia la spiegazione più chiara ed esaustiva del mondo, ma è l’unico modo che ho trovato per accennare il problema senza finire in spoiler devastanti. Anche perché su questo film ogni particolare è spoiler e sarebbe un enorme peccato non gustarsi una storia come questa.

Recappone

Sceneggiatura da rivedere, finale che pare incompleto, nonostante la sua bellezza. Grandissima interpretazione di Guido Caprino che fa da padrone indiscusso di tutta l’opera. Colonna sonora e regia propedeutici all’ambiente e alle sensazioni che il film vuole trasmettere.

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Guido Caprino, l’attore siciliano che ha preso parte a progetti
come “I Medici” e “Il commissario Manara”

Per quel che mi riguarda La Stanza è il film più bello che ho visto negli ultimi due anni. Nonostante i problemi di sceneggiatura che a volte vanno a disturbare la percezione della trama, la recitazione di Caprino è una fonte di luce che illumina tutta la stanza buia, giusto per restare in tema. Per la prima volta da quando ho creato questo blog ho inserito un doppio voto. Uno è il più oggettivo possibile, l’altro è un consiglio personale. Riguarderei questo film, lo consiglierei ad amici? La risposta è rappresentata dal secondo numero che vedete in fondo alla pagina. Questo metodo mi piace!

La Stanza

9

Voto

7.0/10

Consigliato

11.0/10

Pros

  • Bella trama
  • Emozionante
  • Grande recitazione di Guido Caprino
  • Buona regia
  • Colonna sonora adeguata

Cons

  • Sceneggiatura da rivedere
  • Finale incompleto (non approfondito causa spoiler)