Dunkirk, la storia secondo Christopher Nolan

Dunkirk è uno dei film più apprezzati di Christopher Nolan, nonostante all’uscita non abbia fatto numeri da capogiro. Ambientato nella seconda guerra mondiale, questo film racconta di una delle missioni di salvataggio più eroiche della storia. Centinaia di imbarcazioni civili inglesi raggiunsero Dunkirk, dall’altra parte della Manica, per salvare centinaia di migliaia di soldati. Un’operazione epica raccontata dal punto di vista di Christopher Nolan. Vediamo insieme qualcosa di più su questo film.

Lo stile di Dunkirk

Nolan affronta ogni sua opera con uno stile originale, coerente, ma mai ripetitivo. In Dunkirk il regista inglese non è da meno. Una delle peculiarità di questo film è il silenzio. Non in maniera assoluta, ma solo per quanto riguarda i personaggi. I dialoghi sono pochi e, di solito, molto brevi. Questo succede soprattutto nelle scene dove vediamo dei soldati, mentre per i civili la storia cambia. Questa scelta stilistica ha un duplice obiettivo. In primo luogo Nolan ha voluto che lo spettatore vivesse la guerra: i passi del nemico, i rumori degli spari anche se in lontananza, il suono degli aerei nemici e le bombe. Poi credo che Nolan volesse far intendere che in guerra si parla molto poco, soprattutto a causa della paura.

Dunkirk
Harry Styles, cantante professionista, nel film Dunkirk di Christopher Nolan

Nuovi “esperimenti temporali”

Dopo il capolavoro Inception e il trip Interstellar, Nolan si è decisamente dato una regolata. Almeno questo vale per Dunkirk, perché con Tenet il regista londinese si è superato. Dunkirk è ciò che potremmo chiamare la quiete prima della tempesta. Questo film si sviluppa su tre linee temporali, più o meno ravvicinate l’una dall’altra. Nei primi minuti del film vengono addirittura scandite con tanto di numerazione: 1. Terra, 2. Mare e 3. Cielo. Un grosso aiuto per lo spettatore, che comunque non deve fare i conti con chissà quale salto logico. Le scene sono facilmente ricostruibili nell’ordine temporale. Ogni passaggio di prospettiva, ad esempio dal mare alla terra, coincide con uno spostamento temporale. Questo vale sino al finale del film, dove le tre linee temporali si uniscono in una scena sola.

Novità sul cast di Dunkirk

Coerente, ma mai ripetitivo. Come detto poco fa, Nolan mette in ogni sua opera il suo marchio di fabbrica. E chi se non Cilian Murphy! L’attore irlandese interpreta uno dei tanti soldati rimasti traumatizzati dalla guerra, che parla poco e ha comportamenti violenti. Interpretazione da gigante del cinema, anche se non un personaggio principale. Su uno degli Spitfire inglesi, invece, troviamo Tom Hardy, un altro fedelissimo. Fra i nuovi arrivati, però, troviamo una bella e piacevole sorpresa: Harry Styles, un tempo parte degli One Direction e oggi cantante solista. Non mi sarei aspettato di vederlo in un film di Nolan, ma soprattutto non mi sarei aspettato di vedere un’interpretazione davvero originale e da attore professionista.

Conclusioni

Sicuramente non il miglior film di Nolan, ma Dunkirk mi è piaciuto molto e non mi ha annoiato. Complice anche la durata inferiore alle due ore; probabilmente con gli standard nolaniani di oggi avrei fatto la pausa caffè verso metà film. Cast meraviglioso, come sempre. Partendo da Murphy per arrivare alla sorpresa Harry Styles, ottima interpretazione. Dunkirk è un film molto minuzioso, nella scelta registica e soprattutto nella narrazione. Non è un film alla 1917, pieno di scene di guerra pura, ma sono più che altro dei piccoli momenti sparsi qua e là. Consigliatissimo agli appassionati e non, anche perché mette l’accento su un evento storico davvero importante.